Come vedono il 2x1000 gli italiani?
Cosa impariamo analizzando migliaia di commenti sotto i post social dei partiti che chiedono il 2x1000
Da +Europa a Fratelli d’Italia, da AVS alla Lega, ogni partito a un certo punto dell’anno pubblica il suo post che spiega come destinargli lo 0,2% dell’IRPEF. Sotto, i commenti.
Quasi quattromila commenti sotto quindici post, scritti da oltre tremila persone diverse. Ogni commento classificato due volte, una con regole lessicali calibrate sull’italiano del 2x1000, una con un modello di intelligenza artificiale addestrato a distinguere ironia, sarcasmo, confusione vera e rifiuto ideologico.
Ne è uscita una fotografia del rapporto fra gli italiani e i partiti, più che un’analisi sul 2x1000 di per sè.
La confusione è poca, e questo dice meno di quello che sembra
La confusione esplicita non è un dato che emerge. Solo il 4% dei commenti confonde il 2x1000 col 5x1000 (canili, onlus, ricerca), l’1,7% mostra di credere che il 2x1000 costi qualcosa in più, meno dell’1% lo confonde con l’8x1000 della Chiesa. Il restante 92,5% non contiene tracce visibili di confusione fiscale.
Va detto subito cosa questo dato non dimostra. Non dimostra che il pubblico italiano abbia capito il 2x1000. La maggior parte dei commenti è ostilità politica generica che non tocca il merito tecnico dello strumento. Insulti, accuse, ironie. Non è necessario aver capito come funziona il 2x1000 per scrivere “andate a lavorare”. Il 92,5% senza errori espliciti convive con la possibilità che molte di quelle persone, messe davanti al 730, non saprebbero cosa fare.
Quello che possiamo dire è più modesto e però utile lo stesso: il problema della comunicazione 2x1000, tra chi prende parola, non sembra essere prioritariamente la spiegazione del meccanismo. È altro, e nel resto del pezzo cerco di mostrare cosa.
Ed è sempre odio
Il secondo dato è più duro.
Il 74,2% dei commenti ha sentiment negativo.
Non è un partito o due. Sette partiti su nove stanno fra il 68% e l’82% di commenti ostili. La distribuzione è quasi piatta. Il partito di governo non attira più odio del partito di opposizione. Il partito di nicchia non si salva grazie al pubblico fedele. Tutti raccolgono lo stesso ordine di grandezza di ostilità, indipendentemente dalla loro storia, dal loro posizionamento, dalla loro popolarità.
Le due eccezioni sono interessanti per la stessa ragione. AVS ha circa il 36% di commenti positivi, l’unico partito sopra il 30%. Il caso AVS è la firma di una base militante che si presenta sotto i post del proprio partito a difenderlo. È un dato di mobilitazione interna, non di simpatia esterna.
Tutti gli altri stanno lì, in quella fascia uniforme di ostilità di base che sembra essere il pavimento del rapporto fra italiani e partiti su qualunque argomento, non solo sui soldi. Cambiare il colore del partito non cambia il colore dei commenti.
Non si tratta di attacchi allo strumento
Qui arriva il punto. Quando un commento è ostile, contro chi è ostile? Contro lo strumento del 2x1000 (“è una vergogna che i partiti ricevano soldi pubblici”, “dovrebbero autofinanziarsi”, “è il finanziamento pubblico travestito” ecc.) o contro il partito specifico che chiede (voi siete dei ladri, voltagabbana, fascisti, comunisti, traditori, scegli tu)?
Il rapporto è dieci a uno a favore dell’attacco al partito. Il 74,7% dei commenti contiene un attacco identitario al partito che chiede. Il 7,2% contiene una critica al meccanismo. In tutti i partiti, senza eccezione, l’attacco identitario è almeno sei volte più frequente dell’attacco fiscale. In alcuni casi venti volte.
L’unico partito dove la critica al meccanismo si avvicina (resta minoritaria, ma sale al 12%) è il Movimento 5 Stelle.
Non è un caso. Il M5S ha costruito la propria identità politica sul frame anti-casta, sul finanziamento pubblico ai partiti come furto, sui rimborsi elettorali da abolire. Quel frame oggi gli si ritorce contro quando chiede soldi ai contribuenti. La sua base critica ha un vocabolario fiscale specifico perché glielo ha insegnato il partito stesso.
È una lezione di posizionamento che vale per chiunque faccia comunicazione politica. Il frame che usi per attaccare gli altri diventa il frame con cui ti attaccheranno quando farai la stessa cosa. Costruire la propria identità sul “i politici rubano” significa firmare un debito che si paga ogni volta che si chiede una donazione.
Donare in silenzio, gridare in commento
Le dichiarazioni di donazione nel corpus sono il 2,9%. Già basso così, ma il dato vero è peggio. Una buona parte di quelle dichiarazioni è sarcastica (”fatto, te l’ho dato a modo mio”, “te ne do due di x1000”). Leggendo a mano un campione, la stima realistica è che le dichiarazioni sincere siano circa un quarto di quelle etichettate. Sotto l’1% del totale.
I donatori reali non commentano. Quasi mai.
La donazione al 2x1000 è un atto silenzioso, fatto a tu per tu con il commercialista o con il software del 730, che lascia traccia solo nei tabulati dell’Agenzia delle Entrate sei mesi dopo. Chi commenta lo fa per esprimere una posizione, di solito ostile, raramente per dichiarare un atto compiuto.
Questa asimmetria ha una conseguenza pratica enorme. Valutare una campagna 2x1000 dai commenti è misurarla con il termometro sbagliato.
Il numero che conta è la conversione nel modello fiscale, dato che i partiti vedono ex post (se iscritti al registro). I commenti sono un altro fenomeno, parallelo, che riguarda la temperatura culturale del pubblico ostile. Confonderli è l’errore più frequente nelle valutazioni post-campagna.
Vale anche al contrario. La community visibile, quella che mette like e difende il partito nei commenti, non è la community che dona. Sono due insiemi che si sovrappongono poco. Il presidio di sentiment e il fundraising sono due lavori diversi che spesso vengono confusi nel reporting interno delle organizzazioni politiche.
Il 3% che chiede: “come si fa?”
Il 3% dei commenti contiene una richiesta di istruzioni operative. Dove si scrive il codice? Quale CAF aiuta? Cosa succede se uno non fa il 730? Posso indicarvi anche se non ho dipendenti? Si paga qualcosa?
Sono persone che hanno visto il post, hanno capito di cosa si tratta, e stanno dicendo esplicitamente “voglio capire come fare”.
È l’audience più facile da convertire al mondo. Sta chiedendo aiuto.
Nessuno dei nove partiti analizzati risponde a queste domande nei propri post. Le CTA 2x1000 sono scritte per chi sa già. Chi non sa resta ai margini. Una storia Instagram passo-passo, un post separato di FAQ, una landing dedicata, l’assistenza via DM o WhatsApp: tutti investimenti minimi con un ritorno probabile altissimo, tutti puntualmente non fatti.
C’è una pigrizia comunicativa che riguarda tutti i partiti italiani su questo punto. Si sceglie di parlare a chi ha già deciso (e di farsi insultare da chi ha deciso il contrario), invece che convertire la nicchia di indecisi alfabetizzati che chiede istruzioni. È un errore di prioritizzazione che costa donatori veri.
Bolle ermetiche
Su 3.311 autori unici, solo 47 hanno commentato sotto i post di più partiti. L’1,4%. La stragrande maggioranza dei commentatori italiani parla sotto un solo partito, di solito quello che odia di più.
Le poche combinazioni cross-partito hanno una logica chiara. PD e M5S, Azione e PD, +Europa e PD: persone che si muovono fra opposizioni vicine, presumibilmente per criticarle dallo stesso angolo. Ci sono nove pubblici separati che reagiscono al loro partito di riferimento (in positivo o in negativo) e ignorano gli altri.
Anche il vocabolario degli insulti è sartoriale. “Voltagabbana” domina sotto Azione, “fascisti” sotto FdI, “ladri” sotto Lega, “venduti al PD” sotto M5S. I commentatori sanno benissimo qual è il trigger specifico del partito che stanno colpendo. È una sofisticazione retorica notevole, che la classificazione automatica fatica a cogliere ma che a occhio nudo è evidentissima.
Per chi pianifica una campagna 2x1000 questo significa che non si possono copiare le creative degli altri.
Il proprio pubblico non le ha viste, non sta confrontando, sta solo reagendo a noi. Ogni partito deve costruire il proprio linguaggio 2x1000 a partire dal proprio pubblico specifico. E ogni partito ha il proprio insulto preferito che vale la pena conoscere.
Cosa rimane
Ci resta in mano un quadro che non riguarda solo il 2x1000, e questo ce lo aspettavamo.
Riguarda, invece, il modo in cui gli italiani parlano dei partiti quando i partiti chiedono qualcosa. Le proporzioni che emergono sono coerenti con quello che si vede in altri ambiti: tre quarti di ostilità di base, una minoranza informata che chiede aiuto operativo e non lo riceve, una nicchia militante che difende il proprio partito, e in mezzo una nuvola di sarcasmo che usa il canile come passpartout simbolico.
Lo strumento del 2x1000 è solo l’innesco. La comprensione del meccanismo è una variabile su cui i commenti dicono poco e che richiederebbe altri strumenti di misura per essere indagata davvero. Quello che invece i commenti dicono molto chiaramente è che chi prende parola distingue fra strumento e partito, e usa il momento della richiesta per riaffermare un giudizio politico che ha già dato. Chi fa fundraising politico in Italia dovrebbe partire da qui. Spiegare il meccanismo non ha poi così tanta utilità. La battaglia vera è dare al cittadino una ragione per scegliere proprio te. Sono due lavori diversi, e il secondo è quello che ancora manca quasi ovunque.









ma il partito che riceve il 2 per mille puo' conoscere il nome di chi ha firmato per lui?