Dove dovrebbero investire i partiti per aumentare la loro raccolta fondi?
Analisi, considerazioni e suggerimenti di un fundraising sconosciuto. Quello per la politica.
Decidere dove investire per aumentare la propria raccolta fondi per un partito che opera su tutto il territorio nazionale non è facile. I fattori da prendere in considerazione sono diversi: la presenza di gruppi territoriali, la propensione al voto per quel partito, la realizzazione degli eventi, la grandezza della città, per non citare una miriade di altri numeri potenzialmente molto ma molto interessanti.
Ma i dati delle elezioni e del 2x1000 possono essere una buona chiave di lettura per capire le zone vincenti per investire denaro in fundraising e quindi aumentare di conseguenza la raccolta fondi del partito.
Normalmente, come per il 5x1000, anche il 2x1000 dovrebbe seguire la logica del maggiore investimento dove le firme sono di più. Che senso avrebbe investire in una zona dove si ricevono poche firme? Qui ritorniamo al solito discorso eterno della raccolta fondi, è più facile chiedere una donazione a chi ti ha già donato rispetto a qualcuno che non te l’ha mai fatta e lo stesso vale per il 5x1000, e di conseguenza per il 2x1000. La base delle tecniche di raccolta fondi non cambia.
I dati (non completissimi) sul numero di firme che ricevono i partiti nei territori ci sono, ovviamente sono dati privati ma gli stessi partiti dovrebbero prenderli bene in considerazione quando decidono il bilancio per la raccolta fondi da investire nella campagna 2x1000 dell’anno successivo.
Tuttavia, è bene tenere in considerazione che per aumentare le firme si potrebbero anche incrociare i dati delle ultime elezioni e capire quali bacini sono potenzialmente percorribili per aumentare il numero di firme.
Una delle combinazioni migliori sulla quale investire sono le province o comuni (o perché no, regioni) dove si ricevono più voti e dove si ricevono più firme per il 2x1000.
Il numero che dovrebbe far riflettere tutti i partiti
Prima di entrare nel dettaglio territoriale, guardiamo il quadro nazionale. Ecco cosa emerge incrociando i voti delle Elezioni Europee del 2024 con le scelte 2x1000 del 2025 per ogni partito. Non ho preso in considerazione, in questa comunicazione specifica, i partiti che si sono presentati alle elezioni all’interno di liste (es. AVS e Stati Uniti d’Europa).
I numeri parlano chiaro. M5S e PD sono i migliori a convertire i propri elettori in scelte 2x1000, con un tasso intorno all’11%. Significa che circa 1 elettore su 9 sceglie il partito anche nella dichiarazione dei redditi. Non male, ma c’è ancora un 89% che non lo fa.
Fratelli d’Italia ha 6,7 milioni di voti ma converte solo il 6,5%. Se arrivasse al livello del PD (11,3%), passerebbe da 435.000 a circa 758.000 scelte. In termini economici, da €6,6 milioni a circa €11,5 milioni. Quasi 5 milioni in più.
Il caso più estremo è Forza Italia: 2,2 milioni di voti ma solo il 2% converte. Il margine di crescita è enorme.
Quanto vale ogni punto percentuale di conversione?
Per capire quanto conviene investire in campagne 2x1000, bisogna calcolare quanto vale per ogni partito un singolo punto percentuale di conversione in più.
Per FdI, ogni punto percentuale di conversione in più vale circa €1 milione. Per il PD circa €936.000. Questi numeri dovrebbero far riflettere su quanto vale investire anche solo €50.000 in una campagna 2x1000 ben mirata. Il ritorno potenziale è di 10-20 volte l’investimento.
Ovviamente sono dati da prendere con le pinze. Ci sono molte variabili da tenere in considerazione.
Il trend: chi cresce e chi no
Il PD è stabile e in leggera crescita negli ultimi anni, tornando sopra le 630.000 scelte. FdI ha avuto una crescita esplosiva dal 2020, passando da circa 100.000 a 435.000 scelte — coerente con la crescita elettorale. Il M5S è in calo rispetto ai picchi del 2018-2019 ma resta il secondo per tasso di conversione.
L’approccio data-driven: dove investire concretamente
L’approccio che vi mostro in queste mappe è estremamente data-driven. Ci sono altre decine e decine di variabili ma partire dai dati è la cosa più importante che si possa fare quando si tratta di investire nella raccolta fondi.
Per capire dove conviene investire sarebbe utile incrociare quattro fattori per ogni provincia:
Consenso elettorale — dove il partito prende più voti
Reddito medio IRPEF — dove la gente ha più capacità economica di donare
Affluenza al voto — dove c’è più partecipazione civica
Bacino 2x1000 — quanti elettori del partito ci sono tra i contribuenti
Da questa combinazione di fattori si può creare una sorta di indice di opportunità da 0 a 100. Più è alto, più quel territorio è interessante per investire in fundraising. Le mappe che seguono mostrano questo indice per provincia, con le zone più scure che indicano il potenziale più alto.
Fratelli d’Italia
Viterbo, Vicenza, Biella, Brescia, Padova. Tutte province con consenso altissimo (35-42%), reddito sopra media, buona affluenza. Eppure FdI converte solo il 6,5% dei suoi elettori in scelte 2x1000. Se investisse in queste province con campagne mirate — sponsorizzate social, imbucalettere, eventi con i gruppi territoriali — il ritorno potrebbe essere significativo.
Partito Democratico (PD)
Bologna, Modena, Reggio Emilia, Firenze, Siena. In una provincia come Bologna, con 40% di voti e reddito medio di €28.000, il potenziale è enorme. Sono territori dove il partito è radicato, la gente partecipa e ha capacità economica. La combinazione perfetta per il fundraising.
Azione
Caso interessante: Potenza emerge come prima provincia per Azione. Può sembrare controintuitivo, ma il dato dice che lì Azione ha un consenso relativamente alto (10,8%) rispetto alla sua media nazionale. Milano è quarta: meno consenso percentuale ma reddito altissimo (32.000 euro), quindi chi dona, dona di più.
Se Azione va forte in una provincia, conviene investire lì? In linea di principio sì. Su un territorio con buone percentuali ha senso puntare su sponsorizzate social, ma anche su imbucalettere e lettere cartacee su indirizzari locali, più rischioso ma un tentativo male non fa. E se c’è anche un gruppo territoriale attivo, diventa il miglior biglietto da visita del partito: presenza fisica, fiducia, potenziale di conversione alto. Vale la pena ricordarlo: il 2x1000 non scelto non rimane in tasca a nessuno, va allo Stato.
Il fattore clientelismo però complica tutto questo, e ne parlo nell’ultimo paragrafo.
M5S e Lega
Due casi opposti. Il M5S ha il miglior tasso di conversione (11,7%) ma la sua forza è concentrata al Sud, dove i redditi sono più bassi. La Lega ha il problema inverso: forte al Nord dove i redditi sono alti, ma converte solo il 4,2%. Per la Lega, investire nelle province del Nord-Est dove ha consenso e reddito alto potrebbe dare risultati immediati.
La confusione tra 2x1000, 5x1000 e 8x1000
A prescindere da scelte di fundraising Data Driven è importante non sottovalutare l’aspetto legato alla conoscenza dei meccanismi dei per mille.
Ovviamente in Italia c’è ancora una grandissima confusione tra 2x1000, 5x1000 e 8x1000. È necessaria anche un’opera un po’ pedagogica per fare capire agli italiani che sono tre tipologie di donazioni diverse, che una non esclude l’altra e che la scelta andrebbe fatta e pensata ogni anno, perché è vero che a noi non costa nulla ma è comunque una scelta. Una parte delle nostre tasse può sostenere una confessione, un’associazione e un partito politico ma a scelta nostra. Rimane ed è uno strumento molto potente di raccolta fondi.
Il fattore clientelismo: quando i voti non valgono donazioni
C’è una variabile che nessun modello quantitativo riesce a catturare facilmente, ed è il tipo di consenso. Non tutti i voti sono uguali.
Questo ragionamento vale per qualsiasi partito al Sud come al Nord. Una percentuale di voti anomalamente alta rispetto alla media nazionale può riflettere reti clientelari locali: un candidato forte, un accordo elettorale, un sistema di scambio che funziona alle urne ma non produce identificazione con il partito. Chi vota per convenienza o per favore non dona. Non ha nessuna ragione di farlo.
Il 2x1000 misura qualcosa di diverso dal voto: misura quante persone si sentono abbastanza legate a un partito da dedicargli una parte delle proprie tasse, anche senza che questo costi nulla. È un atto di appartenenza, sicuramente più soft del tesseramento.
Questo significa che le strategie di investimento descritte sopra funzionano dove c’è una relazione costruita nel tempo: militanza, comunicazione, presenza territoriale, fiducia. Dove invece il consenso è fragile o mediato da logiche locali, investire in campagne 2x1000 può produrre risultati deludenti nonostante le percentuali elettorali sembrino promettenti.
Il dato elettorale è quindi una condizione necessaria ma non sufficiente. Il vero asset è la qualità del consenso, non solo la sua quantità.
Dati: Eligendo (Ministero dell’Interno), MEF — Redditi IRPEF 2023, Agenzia Delle Entrate - API di risultati5x1000.it — Dati 2x1000 2015-2025














